Morfologicamente Ischia presenta una zona centrale alta (Monte Epomeo) circondata da numerosi centri eruttivi. Il Monte Epomeo, che copre una superficie di 16 Km.2 e rappresenta circa il 34.5% della superficie totale dell'isola, è principalmente costituito da roccia vulcanica di tufo verde e di sedimenti e depositi vulcanici successivi. L'Epomeo viene considerato una struttura sollevata, la cui posizione attuale è stata raggiunta in seguito a un movimento verso l'alto di un unico blocco di roccia vulcanica. Il suddetto movimento, che risale a 33.000-28.000 anni fa, fu probabilmente causato da un forte aumento di pressione all'interno della camera magmatica per l'immissione di nuovo magma. La spinta verticale determinatasi sulle rocce della parte più alta della camera magmatica ha creato il sollevamento del blocco formato dal blocco formato dal Tufo Verde e di quelli emessi nella fase eruttiva precedente, provocando profonde falde ai piedi del rilievo. Il Monte è circondato da profonde fratture che rappresentano una via di risalita per i gase per le acque riscaldate in profondità. Fumarole e campi fumarolici con temperature massime vicine ai 100°C. sono presenti sulle pendici di Monte Nuovo e Monte Cito ed anche lungo il litorale Maronti. In altre località, le fumarole non superano i 46°C. Le sorgenti calde, invece, hanno temperature comprese tra i 20° e gli 80° C. A causa dell'assetto geologico, la storia di Ischia è segnata, fin da tempi lontanissimi, da frequenti catastrofi causate sia da eruzioni che da terremoti. Un insediamento preistorico, con manufatti dell'età del ferro, si trova sotto le ceneri di un'eruzione il cui centro è localizzato nel tratto di spiaggia tra Ischia Porto e Casamicciola. Terremoti ed eruzioni spinsero i coloni greci, che fondarono Pithecusae nell'VIII secolo a.C., verso la terraferma, dove fondarono la colonia di Cuma. Intorno al 600 a.C. l'eruzione del Monte Rotaro mise definitivamente in fuga i greci. Nel 486 a.C. Ischia venne poi occupata dal Siracusani, i quali furono messi in fuga, poco dopo, tra il 474 e il 470, da una nuova eruzione, probabilmente quella cui si deve la formazione del cratere di Porto s'Ischia. Dopo un periodo di abbandono, l'isola venne occupata da coloni provenienti da Neapolis, probabilmente gli stessi che l'avevano abbandonata in precedenza per fondare sulla costa la futura città di Napoli. Con molta probabilità l'attività vulcanica continuò per tutto il periodo romano. Si ha notizia di eruzioni nel 91 a.C. e sotto l'imperatore Augusto, il quale cedette Ischia in cambio di Capri ai Napoletani. L'ultima eruzione di Ischia avvenne nel febbraio 1302, quando un cratere apertosi in zona Fiaiano, emise lava per oltre due mesi. Una colata larga da 500 a 100 m., detta una volta delle Cremate e oggi chiamata colata dell'Arso, raggiunse la spiaggia tra il porto d'Ischia e Ischia Ponte e distrusse l'antico centro urbano della Geronda. L'eruzione costrinse molta gente a fuggire verso le isole vicine e la terraferma. Tra i numerosi terremoti che hanno travagliato l'isola negli ultimi secoli, i più disastrosi sono stati quelli del 1881 e 1883. Da allora, l'unica manifestazione vulcanica consiste in una intensa attività fumarolica. Nonostante questo, Ischia, come i vicini Campi Flegrei e il Vesuvio, è considerata un vulcano attivo, intendendo con questa definizione tutti i vulcani che hanno avuto attività in questa epoca storica.
ISCHIA
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